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Rifiuti, le imprese toscane tra le più tartassate

L’esempio: un ristorante toscano paga quasi 23 euro al metro quadrato per lo smaltimento dei rifiuti, in pratica quasi il doppio della media nazionale, pari a € 13,72. Va peggio solo in Liguria (26 euro), meglio in Trentino (7,71). La differenza nelle tariffe non è solo a livello regionale, ma anche provinciale, secondo l'indagine della Confcommercio: in Toscana le imprese del terziario più penalizzate sono quelle livornesi e fiorentine. Il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni: “una disparità di tariffe inaccettabile, mentre dovrebbe valere un solo principio: chi più inquina, più paga. Al danno, poi, si aggiunge la beffa: non è detto infatti che a tassazione più elevata corrispondano necessariamente migliori servizi”. La spesa per i rifiuti è superiore al fabbisogno nella metà dei Comuni capoluogo toscani. Livorno il meno virtuoso, mentre la  medaglia d’oro dell’efficienza se la aggiudica Lucca, seguita da Pistoia, Prato, Arezzo e Firenze. La richiesta: “rivedere con urgenza l’intero sistema tariffario dei rifiuti”.

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Voucher, "ridicolo usarlo per le sole strutture ricettive"

Il presidente di Fipe-Confcommercio Toscana Aldo Cursano critica la possibilità che il Governo reintroduca i voucher nel turismo escludendo i pubblici esercizi. “Se è vero che il voucher è uno strumento legale e tracciabile per regolamentare le prestazioni di lavoro occasionali, tutte le imprese che abbiano a che fare con picchi di lavoro discontinui, improvvisi e difficilmente pianificabili devono poterne fare uso. Se si temono gli abusi, basta fare più controlli e sanzioni severe”.

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Sciopero dei benzinai ex Esso

Il presidente dei benzinai toscani di Confcommercio Marino Milighetti ha spiegato in conferenza stampa insieme all'assessore regionale Stefano Ciuoffo e ai colleghi delle altre sigle sindacali le motivazioni della protesta che mercoledì 25 luglio ha portato i gestori a marchio Esso acquisiti da Petrolifera Adriatica a chiudere le pompe di benzina in Toscana, Marche e Abruzzo. "I nuovi proprietari pensano di scaricare i costi dell'acquisizione sui gestori e violano con arroganza le norme di settore". Per l'assessore Ciuoffo: "una situazione insopportabile".

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