"Bene riportare parità di condizioni per tutti gli esercizi commerciali"

17/04/2020

Le associazioni del commercio, preso atto dei contenuti dell’ordinanza del presidente della Regione Toscana relativa alle misure igienico-sanitarie per le attività economiche, esprimono apprezzamento per il ripristino della parità di condizioni per tutti gli esercizi commerciali. “La distanza sociale, stabilita di norma in 1,80 mt, è per noi molto impegnativa, probabilmente difficile da far rispettare in tutte le circostanze, anche se applicabile a tutte le tipologie di attività” affermano i presidenti di Confcommercio Toscana Anna Lapini e di Confesercenti Toscana Nico Gronchi. “Apprezzabili poi i chiarimenti circa l’interpretazione da dare al concetto di “sanificazione”. Particolare soddisfazione per la preannunciata autorizzazione all’attività di asporto per i ristoratori.

Le associazioni del commercio, preso atto dei contenuti dell’ordinanza del Presidente della Regione Toscana relativa alle misure igienico-sanitarie per le attività economiche, esprimono apprezzamento per il ripristino della parità di condizioni per tutti gli esercizi commerciali finora a vario titolo autorizzati ad operare.

La distanza sociale, stabilita di norma in 1,80 mt, è per noi molto impegnativa, probabilmente difficile da far rispettare in tutte le circostanze, anche se applicabile a tutte le tipologie di attività” affermano all’unisono Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana, e Anna Lapini, presidente di Confcommercio Toscana. Queste regole non valgono per il turismo, bar e pubblici esercizi che saranno oggetto di un provvedimento specifico. “Sono altresì apprezzabili” proseguono i due presidenti del commercio “i chiarimenti circa l’interpretazione da dare al concetto di “sanificazione”, effettuabile secondo le parole del presidente Rossi anche individualmente dai responsabili di ogni esercizio, con prodotti normalmente in commercio e documentabile con una semplice autocertificazione. Così come è positivo il ricorso all’autocertificazione anche per la determinazione delle condizioni di salute del dipendente, che deve presentarsi al lavoro solo se non ha febbre o sintomi, difficilmente accertabili altrimenti”.

Particolare soddisfazione esprimono inoltre Anna Lapini e Nico Gronchi per la preannunciata autorizzazione all’attività di asporto per i ristoratori, in quanto per la categoria “si tratta di un risultato estremamente importante, non solo in prospettiva della ripresa delle attività di somministrazione quanto, fin d’ora, in questa fase di chiusura dei ristoranti, che così potranno, oltre che con l’attività di “delivery”, lavorare anche con la consegna del prodotto direttamente al cliente. Che, dietro appuntamento e quindi senza alcun assembramento, potrà presentarsi a ritirarlo personalmente”, chiosano i presidenti di Confcommercio e Confesercenti.

L’assicurazione di Enrico Rossi di procedere quanto prima in questa direzione con una nuova ordinanza nella quale saranno autorizzate espressamente anche le attività di vendita di calzature per bambini e dei fiori, secondo i due presidenti “riequilibra una situazione di ingiusta discriminazione tra diverse attività del commercio”.