Discoteche, "fateci riaprire per San Valentino"

01/02/2022

La richiesta arriva dal SILB (Sindacato Italiano Locali da Ballo)- Confcommercio Toscana dopo che il Ministero della Salute ha prorogato di altri dieci giorni la chiusura delle discoteche. Il presidente del Silb toscano Alessandro Trolese: “i nostri locali capri espiatori dell’emergenza. E mentre noi restiamo chiusi la gente continua a ballare ovunque, anche in luoghi senza le più elementari norme di sicurezza”. Adesso, la speranza è quella di una riapertura definitiva dall’11 febbraio: “stiamo facendo pressione a tutti i livelli perché arrivi presto una conferma dal Governo in questo senso”

“Speriamo che siano davvero gli ultimi dieci giorni di interdizione all’attività per le discoteche. PerSan Valentino vorremmo poter tornare in pista e riportarci i tantissimi giovani che in questa pandemia hanno perduto luoghi importanti e sicuri di divertimento e socialità. L’impegno del nostro sindacato a far passare questa idea è altissimo. Non sopportiamo più di essere il capro espiatorio dell’emergenza”. Alessandro Trolese, presidente del Silb toscano, il sindacato dei locali da ballo di Confcommercio, commenta così l’ordinanza del Ministro della salute che ieri (31 gennaio 2022) ha prorogato di dieci giorni la chiusura delle sale da ballo e l’obbligo di uso della mascherina all’aperto anche in zona bianca.

 

“In questi due anni di emergenza sanitaria siamo rimasti chiusi per legge più di qualsiasi altra impresa, come se i veri focolai del Covid 19 si nascondessero nei nostri locali”, si sfoga Trolese, “peccato che non ci siano evidenze scientifiche del fatto. E intanto, mentre i nostri locali sono chiusi, la gente ha continuato a ballare ovunque, anche in luoghi senza le più elementari norme di sicurezza. Quando si parla di salute non si possono usare due pesi e due misure, o, peggio, far finta che l’abusivismo non esista. Invece la pandemia è stata il trampolino di lancio per tante attività sfuggite ai controlli”.

 

“Il nostro settore in Toscana sviluppava un fatturato di almeno 500milioni di euro all’anno per un totale di 120 imprese con 3mila addetti (il 40% stagionali) e 11mila occupati dell’indotto, compresi musicisti, dj, addetti alla sicurezza e ad altri servizi. Adesso siamo fermi senza entrate da troppo tempo, con le uscite che continuano a girare tra utenze, affitti e il resto. Le finestre di riapertura per noi sono sempre state brevissime, neppure il tempo di rimettersi in pari con gli investimenti fatti. Molti dei nostri dipendenti, vista l’incertezza del futuro, si sono riciclati in altri settori. Gli altri stringono la cinghia aspettando che torni la possibilità di lavorare”.

 

Adesso, la speranza è quella di una riapertura definitiva dall’11 febbraio: “stiamo facendo pressione a tutti i livelli perché arrivi presto una conferma dal Governo in questo senso. Siamo pronti a ripartire alla grande, offrendo ai nostri clienti la massima garanzia di un divertimento sicuro”.