Caro-energia, l'allarme dei panificatori

16/09/2022

C'è preoccupazione per il futuro delle 1.450 imprese del settore esistenti in Toscana, che danno lavoro a circa 6mila persone. E le associazioni di categoria scrivono in una nota congiunta: “i costi di produzione sono insostenibili per le imprese della panificazione, che rischiano la chiusura. Servono sostegni immediati”. Il presidente di Assipan-Confcommercio Toscana Nicola Giuntini: “dobbiamo salvare il pane dalle speculazioni perché si sta dimostrando un vero bene primario per le famiglie italiane. Ne è prova il ritorno alla richiesta di pezzature più grosse come quella tradizionale da chilo, la più conveniente. Per questo non possiamo scaricare sulle famiglie l’aumento dei costi di produzione. Chiediamo quindi interventi forti e immediati da chi ci governa”.  

Grande è la preoccupazione per le imprese del settore della panificazione che subiscono le conseguenze negative degli aumenti dei costi e dell’energia. La siccità, l’aumento del prezzo del gasolio agricolo, la guerra in Ucraina e le difficoltà di approvvigionamento hanno avuto come conseguenza forti aumenti dei costi delle materie prime alimentari come il grano. Gli aumenti generali dei prezzi ed in particolare quelli dell’energia, del gas e dell’elettricità necessari per la produzione e la cottura dei prodotti da forno, mettono a rischio in Toscana la sopravvivenza di molte delle aziende di un settore che conta circa 1450 aziende e almeno 6mila addetti. Dopo aver garantito la produzione e le forniture durante la pandemia i panificatori si trovano davanti molte criticità e difficoltà causate dall’aumento dei costi e dalla riduzione dei ricavi.  I consumi di pane e prodotti da forno sono in calo per il cambio delle abitudini dei consumatori e per i regimi dietetici. Molte imprese di questo settore non possono aumentare i prezzi a causa della forte concorrenza della grande distribuzione, che ha strutturato una propria produzione interna e nei supermercati mette in vendita i prodotti da forno, anche surgelati o precotti, a prezzi bassi e anche di domenica.   

“Dobbiamo salvare il pane dalle speculazioni perché si sta dimostrando un vero bene primario per le famiglie italiane”, dice il presidente di Assipan-Confcommercio Toscana Nicola Giuntini, “ne è prova il ritorno alla richiesta di pezzature più grosse come quella tradizionale da chilo, la più conveniente. Per questo non possiamo scaricare sulle famiglie l’aumento dei costi di produzione, anche perché per rientrare dovremmo come minimo raddoppiare i prezzi di listino. Chiediamo quindi interventi forti e immediati da chi ci governa per far rientrare la situazione”.  

Per Maria Cristina Polidori Presidente dell’Associazione Panificatori Confartigianato Toscana. "Oltre agli aumenti stratosferici dell'energia, gli aumenti delle materie prime da settembre 2021 sono piu' che raddoppiati e questo crea una situazione insostenibile per le imprese del nostro settore che da sempre lavorano a beneficio della collettività producendo un bene essenziale come il pane. Perché possano continuare a farlo è necessario che le istituzioni valutino attentamente ulteriori interventi per le nostre imprese affinché si possa garantire la loro sostenibilità e il mantenimento del livello occupazionale.”

“Il costo del carrello della spesa è aumentato circa del 6,9%, mentre le vendite nei nostri panifici sono calate del 3,9% - spiega Andrea Panchetti presidente dei Dolciari – Panificatori di CNA Toscana -. Il nuovo Governo dovrà intervenire pesantemente per combattere le speculazioni e intensificare gli sforzi a sostegno delle imprese, a partire dalle misure per contenere la bolletta energetica, alleggerire le accise sul carburante, fino a definire interventi ad hoc per i settori più colpiti e modifiche strutturali all’eccessivo costo del lavoro che sta alla base del cuneo fiscale”.